HERA Labs Sweden: Creare fiducia, una sessione alla volta

Le sessioni di HERA Labs in Svezia stanno acquisendo sempre più slancio. Attuato da WomeninTech Alliance (WITA), il programma ha trovato un pubblico ricettivo in un Paese con una lunga tradizione di apprendimento tra pari rivolto agli adulti. Le donne che partecipano a queste sessioni portano con sé esperienza, desiderio di imparare, una sincera motivazione a sviluppare nuove competenze e una chiara consapevolezza di ciò che cercano.


In Svezia, le donne over 45 presentano già un alto livello di istruzione, una solida partecipazione al mercato del lavoro e un vivace spirito imprenditoriale. HERA Labs le incontra proprio a partire da questo punto, costruendo su queste basi.
Detto questo, la Svezia ha richiesto un approccio specifico. Qui le donne tendono a scegliere le opportunità di apprendimento in base al proprio interesse personale, piuttosto che impegnarsi in una sequenza fissa di programma.
Per WITA, questo ha significato pensare in modo creativo, progettando sessioni attorno a temi realmente rilevanti per le partecipanti e allontanandosi da una struttura tradizionale di aula verso un formato più aperto e guidato dagli interessi.
Si tratta di un apprendimento, ma anche del riflesso di qualcosa di più profondo: l’adattamento svedese di HERA Labs è esso stesso un’espressione del valore centrale della metodologia: l’apprendimento dovrebbe essere rilevante, personale e radicato nella vita reale.


In questo spirito, le sessioni sono state accuratamente modellate attorno alle quattro fasi della metodologia HERA Labs – Team Building e Aiuto Reciproco, Imparare a Imparare, Coinvolgimento degli Stakeholder, Piani d’Azione Personali – assicurando che il percorso, per quanto attraversato in modo flessibile, resti intenzionale e coerente. Gli strumenti forniti dalla metodologia sono stati integrati nelle sessioni e sono stati accolti positivamente, offrendo alle partecipanti un quadro pratico e riflessivo.


In una sessione, le partecipanti sono state invitate a riflettere su una domanda semplice ma significativa: che cosa ti motiva davvero? Attraverso esercizi di costruzione della propria missione personale, le donne hanno iniziato a dare un nome ai propri valori, punti di forza e passioni. Un pensiero è rimasto nel gruppo anche molto tempo dopo: la passione, senza tempo ed energia dedicati, resta soltanto un hobby. Per molte, era una verità che già conoscevano, ma che veniva finalmente espressa ad alta voce. La stanza era calma, concentrata e attraversata da un senso silenzioso ma intenso di chiarezza.


In un’altra sessione, l’attenzione si è spostata su come la mentalità influenzi il modo in cui impariamo e cresciamo. Partendo dalle ricerche sulla mentalità fissa e sulla mentalità di crescita, le partecipanti hanno esplorato come i pensieri autolimitanti possano trattenerle – e come una semplice parola come “ancora” possa iniziare a cambiare prospettiva. Ciò che ha reso la sessione particolarmente significativa è stata l’apertura presente nella stanza. Le donne hanno condiviso difficoltà personali con onestà e generosità, trasformando quella che avrebbe potuto essere una sessione teorica in qualcosa di concreto e radicato nella realtà. È emerso chiaramente che le partecipanti non cercavano soltanto nuove conoscenze, ma anche connessioni e scambio di esperienze.


In tutte le sessioni è emerso un elemento costante: donne che arrivavano riflessive e uscivano un po’ più sicure di sé, sostenute da un programma che sta imparando, insieme a loro, come rispondere al meglio ai loro bisogni.

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